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LA CHIMICA DEI PROFUMI: LE MOLECOLE “AROMATICHE”

23 Dicembre 2024

È arrivato l’inverno, che porta con sé il profumo di pioggia, di castagne arrostite e di bevande calde. Ma vi siete mai chiesti come sono fatti tutti gli aromi che sentiamo? È questione di chimica.

Profumi e odori derivano da molecole leggere che si spostano nell’aria e arrivano al nostro naso, dove vengono riconosciute da specifici recettori della mucosa e mandano un segnale al nostro cervello che crea l’immagine di ciò che il profumo rappresenta. È grazie a questo meccanismo che possiamo sentire il profumo dei limoni, l’odore della pioggia in inverno o il profumo di una torta al cioccolato appena sfornata.

Come sappiamo, non tutti gli aromi sono gradevoli e ognuno di noi ha un proprio profumo preferito. I recettori del naso, infatti, non sono tutti uguali, ma dipendono dal nostro codice genetico e sono quindi unici per ogni persona. Ciò che invece non cambia è la struttura chimica delle molecole volatili, che fanno parte di una categoria specifica chiamata “Composti aromatici”. Ogni molecola che fa parte di questa categoria contiene, infatti, uno o più anelli aromatici: una disposizione stabile di atomi di carbonio e idrogeno (Fig. 1). Le molecole aromatiche vengono suddivise a loro volta in varie famiglie: i terpeni, per esempio, danno il profumo di pino, dei limoni e di lavanda; le aldeidi sono responsabili di profumi speziati come la cannella; gli esteri sono tipici degli aromi fruttati.

Anello aromatico del benzene

Si narra che in passato sia gli Egizi sia i Babilonesi fossero esperti maestri nel preparare profumi e fragranze, infatti nei documenti giunti fino a noi si trova traccia delle loro prove per preparare formulazioni usando diverse componenti. È proprio grazie alla loro abilità di formulatori che sono stati a volte definiti “i primi chimici del passato”.
Oggi i profumi vengono preparati partendo dalla molecola responsabile della fragranza, che viene poi diluita in una miscela di acqua e alcol. Questo perché l’alcol evapora facilmente a contatto con la pelle, facilitando quindi anche l’evaporazione dell’aroma che si sprigiona nell’aria. I punti migliori dove mettere il profumo, inoltre, sono polsi, collo e dietro le orecchie. Questi sono infatti i “punti caldi” del nostro corpo dove c’è un maggior afflusso di sangue, che passando scalda la pelle e facilita l’evaporazione delle molecole aromatiche nell’aria.

D-Limonene: profumo di limone
Alfa-pinene: profumo di pino
Cinnamaldeide: profumo di cannella

Ma quindi, perché dopo un po’ di tempo il profumo sparisce e non lo sentiamo più? Che fine fanno queste molecole? È importante ricordare che l’aria che respiriamo è composta da ossigeno e questo può portare all’ossidazione – e quindi degradazione – delle molecole aromatiche. Queste possono degradarsi anche a causa della luce UV data dai raggi del sole, che rompe i legami tra gli atomi, distruggendo la struttura. Infine quando c’è vento, questo porta le molecole leggere ad allontanarsi molto più velocemente nell’ambiente circostante, disperdendo il loro profumo.

LA CHIMICA DEI PROFUMI: LE MOLECOLE “AROMATICHE”