LA CHIMICA DEI PROFUMI: LE MOLECOLE “AROMATICHE”
È arrivato l’inverno, che porta con sé il profumo di pioggia, di castagne arrostite e di bevande calde. Ma vi siete mai chiesti come sono fatti tutti gli aromi che sentiamo? È questione di chimica.

Profumi e odori derivano da molecole leggere che si spostano nell’aria e arrivano al nostro naso, dove vengono riconosciute da specifici recettori della mucosa e mandano un segnale al nostro cervello che crea l’immagine di ciò che il profumo rappresenta. È grazie a questo meccanismo che possiamo sentire il profumo dei limoni, l’odore della pioggia in inverno o il profumo di una torta al cioccolato appena sfornata.
Come sappiamo, non tutti gli aromi sono gradevoli e ognuno di noi ha un proprio profumo preferito. I recettori del naso, infatti, non sono tutti uguali, ma dipendono dal nostro codice genetico e sono quindi unici per ogni persona. Ciò che invece non cambia è la struttura chimica delle molecole volatili, che fanno parte di una categoria specifica chiamata “Composti aromatici”. Ogni molecola che fa parte di questa categoria contiene, infatti, uno o più anelli aromatici: una disposizione stabile di atomi di carbonio e idrogeno (Fig. 1). Le molecole aromatiche vengono suddivise a loro volta in varie famiglie: i terpeni, per esempio, danno il profumo di pino, dei limoni e di lavanda; le aldeidi sono responsabili di profumi speziati come la cannella; gli esteri sono tipici degli aromi fruttati.

Anello aromatico del benzene
Si narra che in passato sia gli Egizi sia i Babilonesi fossero esperti maestri nel preparare profumi e fragranze, infatti nei documenti giunti fino a noi si trova traccia delle loro prove per preparare formulazioni usando diverse componenti. È proprio grazie alla loro abilità di formulatori che sono stati a volte definiti “i primi chimici del passato”.
Oggi i profumi vengono preparati partendo dalla molecola responsabile della fragranza, che viene poi diluita in una miscela di acqua e alcol. Questo perché l’alcol evapora facilmente a contatto con la pelle, facilitando quindi anche l’evaporazione dell’aroma che si sprigiona nell’aria. I punti migliori dove mettere il profumo, inoltre, sono polsi, collo e dietro le orecchie. Questi sono infatti i “punti caldi” del nostro corpo dove c’è un maggior afflusso di sangue, che passando scalda la pelle e facilita l’evaporazione delle molecole aromatiche nell’aria.



Ma quindi, perché dopo un po’ di tempo il profumo sparisce e non lo sentiamo più? Che fine fanno queste molecole? È importante ricordare che l’aria che respiriamo è composta da ossigeno e questo può portare all’ossidazione – e quindi degradazione – delle molecole aromatiche. Queste possono degradarsi anche a causa della luce UV data dai raggi del sole, che rompe i legami tra gli atomi, distruggendo la struttura. Infine quando c’è vento, questo porta le molecole leggere ad allontanarsi molto più velocemente nell’ambiente circostante, disperdendo il loro profumo.

