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Autore: Valentina Palmieri

Quiz floreale

Quale fiore commestibile veniva mangiato nel 1600 per combattere la carenza di Vitamina C?
La margherita, il nasturzio, la malva

Cruciverba di Natale

Risolvi il cruciverba, inviaci la tua risposta e se sei tra i più veloci riceverai a casa i primi 4 numeri della nostra zine!

La scienza in regione

di Elisa Moriconi

Quanto è bello leggere di argomenti scientifici, scoprire nuovi dati e imparare teoremi e formule? Ma quanto è ancora più bello vedere ciò che abbiamo appreso dai libri applicato alla realtà? Toccare con mano gli strumenti che permettono di arrivare a determinate scoperte e vedere accadere davanti ai nostri occhi i fenomeni di cui abbiamo solo sentito parlare.

Se l’idea stimola la tua fantasia e ti mette una gran voglia di uscire di casa eccoti una lista di luoghi, all’interno della Regione Lazio, che puoi visitare…a tutte le età!

Se sei un appassionato di botanica, flora e fauna non puoi perderti i Musei della Sapienza, in particolare:

Museo Civico di Zoologia – Roma – La Sapienza

Fondato nel 1932, il Museo Civico di Zoologia ha circa 5 milioni di esemplari conservati, che vanno dalle conchiglie di molluschi di pochi millimetri, alla balenottera di 16 metri.

ll tema conduttore è la Biodiversità nel mondo animale: utilizzando strumenti multimediali e multisensoriali, i visitatori potranno conoscere le diverse forme animali e capirne l’origine e gli adattamenti ai molteplici tipi di ambiente.

Orto Botanico

Un bellissimo parco in cui godere di una piacevolissima passeggiata tra varie specie endemiche e non. Potrete ammirare tra l’altro il roseto, la zona delle felci e la foresta dei bambù fino ad arrivare in cima al giardino giapponese da cui godrete una bella vista su Roma. Scendendo fermatevi al padiglione delle farfalle: le guidevi spiegheranno tutto sulla loro vita, potrete toccarle e passare del tempo immersi nel loro habitat. Leggi qui la recensione completa.

Museo Erbario

L’origine delle collezioni si fa risalire al 1872. Attualmente il Museo consta di sei collezioni storiche e contemporanee, la cui consistenza complessiva è stimata intorno a più di un milione di esemplari. È fra principali Erbari italiani e d’Europa.

Museo del Fiore – Acquapendente (VT)

All’interno della Riserva Naturale Monte Rufeno, al confine tra Lazio, Toscana e Umbria, a due passi dal borgo medievale di Torre Alfina. La riserva regala numerose fioriture anche di specie rare e custodisce il piccolo museo che declina il tema del fiore in molteplici sfaccettature: dai giochi all’erbario, dal laboratorio al sentiero, ogni suo spazio, interno o esterno, è dedicato alle tante chiavi di lettura con cui si può affrontare il tema dei fiori e delle mille relazioni che queste colorate entità intrecciano con il resto del mondo vivente.

Se invece la tecnologia e la scienza applicata sono la tua più grande passione ti consigliamo due musei a Roma:

Technotown – Hub della scienza creativa a Villa Torlonia

È di fatto una ludoteca interattiva per bambini, ragazzi e perché no anche adulti (età minima 6 anni) in cui tutti possono interagire e cimentarsi in laboratori ed esperimenti. Proprio i gruppi misti e anagraficamente eterogenei permettono di partecipare a un gioco creativo collaborativo che dà luogo a stimoli e risultati inaspettati. Attenzione! Non sono ammessi spettatori, tutti devono partecipare.

Puoi scegliere dal calendario l’attività che preferisci e prenotarti: si va da argomenti che riguardano la musica, la robotica, l’ambiente, la fotografia, il cinema fino alla produzione e creazione tridimensionale.

Inoltre è possibile assistere a Caffè scientifici, corsi di fotografia, stampa 3d, musica, montaggio video, conferenze ed eventi speciali.

Tip! Technotown ospita al suo interno il primo LEGO® Education Innovation Studio dell’Italia Centrale dove utilizzare gli strumenti Lego® “Mindstorms” e “Wedo”.

Explora – Il Museo dei Bambini in Via Flaminia, 82

È il primo Children’s Museum privato non profit italiano, adatto a bambini e ragazzi da 0 a 12 anni.

Giochi ed exhibit interattivi su scienza, ambiente e nuove tecnologie la fanno da padrone in uno spazio composto da un padiglione espositivo, una cucina dedicata ai laboratori di educazione alimentare, un’area verde ad accesso gratuito attrezzata con giochi e mostre fotografiche, libreria, shop, bar, ristorante ed un parcheggio riservato ai visitatori.

All’interno della grande sala principale troverete strutture e giochi pensati per insegnare l’economia circolare o a fare la spesa in maniera sostenibile. Potrete giocare con il vento e l’acqua, diventare pompieri o macchinisti, scoprire e sperimentare la conservazione dell’ambiente marino con il progetto pesca Sostenibile in collaborazione con Findus.

E se ami mettere le mani in pasta non puoi perderti lo spazio Made in Explora un luogo di creazione, sperimentazione e progettazione o partecipare a un vero e proprio laboratorio di riciclo della plastica: tritura, pressa, trasforma, estrudi, avvolgi, disegna, stampa 3D.

Se invece hai sempre la testa tra le nuvole e non ti basta mai devi assolutamente perderti tra stelle e galassie:

Planetario e Museo Astronomico di Roma

Nella grande sala sormontata da una cupola del diametro di 14 m vi sembrerà di essere sotto un cielo stellato o in orbita. Grazie a due semisfere e diversi dispositivi sono in grado di proiettare migliaia di stelle, la Luna, i pianeti del sistema solare fino a navigazioni tridimensionali tra galassie, nebulose e corpi celesti.

La parte espositiva del museo invece vi permetterà di vivere la scienza senza perdere la capacità di sorprendervi ed emozionarvi: si tratta di un teatro astronomico ricco di exhibit interrativi.

Consigliato a chi sogna e studia lo spazio, chi ama osservare la volta celeste e anche a chi cerca un’idea originale per far colpo 😉

Se non sapete di cosa parliamo vi rimandiamo a Friends 2×15

Osservatorio Astronomico di Campocatino – Guarcino (FR)

Attivo dal 1987, è accreditato per la scoperta di 35 asteroidi. Inoltre è specializzato nello studio dell’inquinamento luminoso. Lo staff ha partecipato alla scoperta di dieci pianeti extra-solari in collaborazione con altri istituti e team di ricerca. Immergetevi nello strabiliante mondo dell’universo osservando all’opera le grandi strumentazioni.

Tip! Salite qualche km più su e raggiungete la vetta di Campocatino (1859 slm) dove troverete il Parco dei 4 Elementi, un percorso ad anello con una circonferenza di 6 km con strutture tematiche riferite proprio ad acqua, terra, fuoco e aria.

Se invece hai i piedi ben piantati per terra ecco degli indirizzi utili:

Osservatorio geodinamico e Museo Geofisico di Rocca di Papa (RM)

Inaugurato nel 1886 l’Osservatorio aveva la funzione di monitorare l’attività del Vulcano Laziale. Successivamente si aggiunse il Museo Geofisico, sede distaccata dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia.

Potrete osservare reperti, strumentazioni scientifiche sia antiche che moderne, modelli interattivi. È presente un angolo dedicato alla sismologia con un sismografo attivo da poter vedere all’opera

Centrale Montemartini – Via Ostiense 106 – Roma

È stato il primo impianto pubblico per la produzione di elettricità a Roma; dismesso negli anni ’60 oggi ospita parte delle collezioni dei musei capitolini.

In questo spazio industriale antico convivono ferro, marmo e arte: bombole ad aria compressa si affiancano a statue, epigrafi e mosaici.

Le Sale più belle ed interessanti sono quella delle caldaie, delle colonne e delle macchine.

Se invece la tua passione sono i libri, i numeri puri, il loro incastro e la loro danza infinita devi visitare il:

Museo della Matematica a Villa Sciarra a Roma.

Nato nel 1999 ed è il primo museo italiano voluto e gestito dalla Sovraintendenza ai Beni Culturali.

Contiene una raccolta di numerosi oggetti matematici, strumenti, modelli e macchine matematiche che inducono a un approccio manipolativo e interattivo, al fine di stimolare il visitatore a sperimentare i modelli matematici e a comprenderne le regole che ne stanno alla base. Tra i vari oggetti esposti, particolarmente interessanti figurano la collezione di poliedri e quella di modelli in gesso di superfici geometriche.

Le conferenze e gli incontri vengono svolti presso il Dipartimento di Matematica dell’Università degli studi di Roma “La Sapienza”. Informatevi agli indirizzi utili per orari e convegni.

Microbi nella storia

di Valentina Palmieri

Le grandi epidemie hanno mutato la storia mondiale: basti pensare alla Peste Nera nel medioevo, la Spagnola nel primo Novecento e adesso il COVID-19. Tutte queste pandemie hanno cambiato le nostre abitudini giornaliere, l’economia internazionale e molto altro.

Insomma, quando studieremo tra qualche anno questo periodo, ci accorgeremo che un piccolo fastidioso microorganismo ha modificato gli equilibri ambientali e sociali di miliardi di persone. Non ci credete? Vediamo un esempio dal passato: nel 1667 gli olandesi, pur di difendere l’isola di Run, un’isola spersa nel Pacifico, cedettero agli inglesi l’isola di Manhattan, l’attuale New York. Perché tanta gelosia verso un’isola delle Molucche? Perché ricca di boschi di noce moscata, una spezia che non solo veniva utilizzata per conservare i cibi ma che si pensava potesse proteggere dalla peste. Insomma una delle principali città americane avrebbe potuto avere una storia completamente diversa se non fosse stato per una credenza – infondata – su una spezia efficace contro un microorganismo mortale.

Oggi, per fortuna, conosciamo molto meglio i microorganismi e posiamo osservarli e studiarli grazie ai microscopi e tecniche di genetica più avanzate.

I microorganismi sono gli organismi più piccoli ma più abbondanti del nostro pianeta, sia per massa che per numero. Questa categoria comprende i batteri, le alghe microscopiche, i lieviti e anche i protozoi. Molti scienziati però considerano microrganismi anche i virus nonostante necessitino di un ospite per replicarsi, ovvero sono parassiti obbligati.

Anche se alcuni microrganismi causano malattie (patogeni), altri sono importanti per la digestione, per l’immunoprotezione e altre funzioni vitali per l’uomo. Inoltre i microbi producono la maggior parte dell’ossigeno terrestre e sono essenziali in tutti gli ecosistemi. I microrganismi sono anche in coinvolti nella produzione di cibo come pane e yogurt.

Sebbene siano tutti molto piccoli, rispetto alle cellule del nostro corpo, i microorganismi posseggono strutture molto diverse tra loro.

Prendiamo ad esempio un batterio come Lactobacillus bulgaricus, che viene utilizzato, assieme ad altri batteri, per la produzione dello yogurt. Questo batterio fu scoperto nel 1905 dal medico bulgaro Stamen Grigorov, e poi fu successivamente studiato dal medico russo Ilya Metchnikoff per collegare la longevità dei bulgari con il consumo dello yogurt. Il Lactobacillus bulgaricus è piuttosto grande, arriva fino a un paio di millimetri di lunghezza, ha forma cilindrica, una spessa parete cellulare e un citoplasma completo molto accessoriato per tutte le funzioni vitali.

E i virus? Molto più piccoli, molto più insidiosi. Il SARS-CoV-2, il virus che ci ha costretti tutti ad un duro lockdown, ha un diametro di 100 nanometri circa (10000 volte più piccolo del nostro amico nello yogurt). All’esterno del virus è presente una membrana lipidica, chiamata envelope, sulla quale sono presenti varie proteine tra cui la proteina S che forma una corona, da qui il nome coronavirus. All’interno, protetto da questo involucro, il genoma del virus: un singolo filamento di RNA . Dato che l’RNA da solo non riesce ad infettare l’uomo perchè viene degradato, se distruggiamo l’envelope del SARS CoV-2, ad esempio con il sapone o i detergenti alcolici, riusciamo a proteggerci dalle infezioni. Insomma non si batte un virus con una spezia profumata!

APPROFONDIMENTI

  1. Se vuoi capire meglio come sono i virus in 3D, clicca qui o qui per creare un origami del coronavirus.
  2. La storia completa sull’isola delle Molucche e su come alcune molecole abbiano cambiato la storia la puoi trovare ne “I bottoni di Napoleone” un saggio di Penny Le Couteur e Jay Burreson https://it.wikipedia.org/wiki/I_bottoni_di_Napoleone

Nanomateriali e mascherine

di Valentina Palmieri

Alla fine del 1800, il Dott. Auguste J. Rossi, laureatosi all’Ecole Centrale de Paris, brevettò il cosiddetto bianco di titanio, il bianco più bianco che c’è. Prima di allora il colore bianco dei pittori era stato creato con il piombo o con il marmo, perché il Titanio era un elemento chimico abbastanza sconosciuto. Oggi invece è normale parlare di biciclette e protesi ortopediche in titanio. Anzi, in nanoparticelle di titanio. Infatti, oggi gli scienziati delle nanotecnologie sono in grado di creare la versione più piccola dei materiali a disposizione, ovvero la versione “nano”.

La nanotecnologia è la scienza rivoluzionaria che manipola la materia su scala atomica o molecolare.

Nano- è infatti un prefisso che sottintende, in questo caso, nano-metro.

Sappiamo che i centimetri sono una suddivisione più piccola del metro, un centimetro è infatti un centesimo del metro, un millimetro, invece, un millesimo del metro. Quanto vale allora un nanometro? Un nanometro è la miliardesima parte del metro: 0,000000001 m. Non possiamo assolutamente vedere cose così piccole ad occhio nudo.

Perché tanto sforzo per creare materiali così piccoli? L’obiettivo finale è creare materiali con proprietà fisiche e chimiche nuove.

Le nanoparticelle di titanio nella vernice sono vantaggiose perché in grado di riflettere il 98% della luce, questo vuol dire non solo che è possibile ottenere un bianco “bianchissimo”, ma anche un vero e proprio “repellente” della luce dipinto sui muri dei palazzi! Un condizionatore che tiene perennemente fresco.

Tantissime applicazioni dei nanomateriali in medicina sono in corso di studio. Le dimensioni così piccole, infatti creano delle interazioni uniche con i microbi, ovvero con i batteri e i virus, grandi per la maggior parte, tra i 100 e i 1000 nanometri. Insomma, combattono alla pari le nanoparticelle e i microbi. È stato dimostrato che molti nanomateriali, come le nanoparticelle di carbonio, di zinco o di titanio, sono anche delle ottime sostanze antibatteriche e/o antivirali.

Per questo motivo, si stanno studiando nuove mascherine speciali contenenti questi nanomateriali, in grado di uccidere il virus quando entra a contatto con tessuti “funzionalizzati”, ovvero imbevuti di nanoparticelle.

Mentre aspettiamo questa rivoluzione scientifica, scopriamo come funziona la mascherina chirurgica.

Una mascherina chirurgica riduce la possibilità di diffondere virus e batteri e protegge chi ci circonda perché blocca le goccioline presenti nelle secrezioni respiratorie emesse dalle persone che la indossano, evitando che i soggetti circostanti possano entrarne in contatto2.

Le mascherine chirurgiche sono costituite generalmente da 3 strati di polipropilene. Il polipropilene, lo riconosciamo dalla scritta PP perché è utilizzato anche per produrre oggetti di uso comune, come gli scolapasta, i cruscotti degli autoveicoli ed i paraurti, i tappi e le etichette delle bottiglie di plastica, i bicchierini bianchi di plastica per il caffè.

Ma torniamo ai 3 strati della mascherina, ognuno ha una funzione diversa e quindi è stato progettato per avere una struttura fisica particolare.

  • lo strato più esterno è idrofobo, ovvero ha subito un trattamento che consente di repellere le gocce d’acqua. Provate a versare acqua su questo strato e vi accorgerete che non verrà assorbita. In questo modo si evita che le goccioline esterne penetrino.
  • lo strato intermedio è prodotto con una tecnologia speciale, detta melt blown, che crea fibre di tessuto molto fitte e con una disposizione irregolare, che conferisce alla mascherina la straordinaria capacità filtrante.
  • Lo strato più interno ha invece una grande capacità assorbente, in grado di catturare l’umidità espulsa con l’espirazione, mantenendo asciutto il viso e proteggendo chi ci circonda da un eventuale infezione se siamo ammalati.

Cosa possiamo imparare dalle mascherine chirurgiche?

Innanzitutto, che uno stesso materiale può avere 3 funzioni completamente diverse, un po’ come l’uovo che può diventare frittata o ciambellone. E poi che ogni volta che indossiamo la mascherina chirurgica siamo molto altruisti, pat pat sulla spalla!

APPROFONDIMENTI

  1. Come le nanotecnologie rivoluzionano l’industria dei coloranti https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0048969712012910#bb0035
  2. Cos’è l’idrofobicità? https://www.youtube.com/watch?v=JbaScpYu8Vs