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Autore: Valentina Palmieri

Sabato 9 Maggio all’ETRU con il nostro convegno sul Tinkering!

Ti incuriosiscono il tinkering, la fabbricazione digitale e l’experience design?

Sabato 9 maggio ti aspettiamo al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia per scoprire come questi strumenti possono arricchire l’offerta culturale! Dalle 16:00 alle 18:00, nella cornice della Sala della Fortuna, esperte ed esperti parleranno di tecnologia e innovazione, ma anche di apprendimento attivo e di allestimenti interattivi: strumenti capaci di favorire l’inclusione e valorizzare le diversità.

Qui il programma completo!

L’ingresso è gratuito con prenotazione, fino ad esaurimento posti.

Per registrarsi all’evento: https://forms.gle/DTyJXrLEctBMdgSY7

Il Museo si trova a Piazzale di Villa Giulia 9, a Roma.

Il convegno “Il Tinkering e le strategie digitali nell’offerta museale, nuovi strumenti per la valorizzazione e la divulgazione del patrimonio culturale” è realizzato grazie al contributo concesso dalla Direzione generale Biblioteche e Istituti culturali.

Sabato 17 gennaio alla Libreria Erickson con la nostra Escape box sul coding!

Il nostro 2026 inizia con tante attività, tanti incontri e nuovi progetti! Inauguriamo l’anno con il laboratorio 𝗘𝘀𝗰𝗮𝗽𝗲 𝗕𝗼𝘅: 𝗜𝗹 𝗚𝗿𝗮𝗻𝗰𝗵𝗶𝗼 𝗥𝗼𝗯𝗼𝘁 – 𝗥𝗶𝘀𝗼𝗹𝘃𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗴𝗹𝗶 𝗲𝗻𝗶𝗴𝗺𝗶 𝗰𝗼𝗻 𝗶𝗹 𝗰𝗼𝗱𝗶𝗻𝗴 per bambine e bambini dagli 8 agli 11 anni.

Il laboratorio si terrà sabato 17 gennaio dalle 16:00 alle 17.30 alla Libreria Erickson di Roma in Viale Etiopia 20! Il costo è di 15 euro. Per le prenotazioni contattare la Libreria al 342 763 4235.

Domenica 30 novembre al Parco Archeologico dell’Appia Antica!

Domenica 30 novembre dalle ore 14 saremo al Casale di Santa Maria Nova – Villa dei Quintili nel Parco Archeologico dell’Appia Antica!

Ci sarà una presentazione speciale de 𝘓𝘢 𝘴𝘤𝘪𝘦𝘯𝘻𝘢 𝘧𝘦𝘭𝘪𝘯𝘢 𝘱𝘳𝘦𝘴𝘦𝘯𝘵𝘢: 𝘓’𝘪𝘯𝘷𝘪𝘴𝘪𝘣𝘪𝘭𝘦 𝘮𝘰𝘯𝘥𝘰 𝘥𝘦𝘪 𝘣𝘢𝘵𝘵𝘦𝘳𝘪 in un evento ideato con il Consiglio Nazionale delle Ricerche!

Tutte le info nel link qui: https://www.cnr.it/it/evento/20239

Coding & Creatività a ScienzaPop!

Domenica 15 giugno siamo stati a ScienzaPop, il Festival della Scienza dell’Esquilino! Abbiamo portato il nostro laboratorio 𝘾𝙤𝙙𝙞𝙣𝙜 & 𝘾𝙧𝙚𝙖𝙩𝙞𝙫𝙞𝙩𝙖̀ 😎
Il gioco e la tecnologia si sono trasformati in strumenti per esplorare, imparare e creare insieme un piccolo progetto interattivo con 𝘚𝘤𝘳𝘢𝘵𝘤𝘩. Bambine e bambini ci hanno stupito ancora una volta con la loro intuizione, la curiosità e la creatività!

Il laboratorio si è tenuto alla 𝐒𝐜𝐮𝐨𝐥𝐚 𝐅𝐞𝐝𝐞𝐫𝐢𝐜𝐨 𝐃𝐢 𝐃𝐨𝐧𝐚𝐭𝐨, in Via Bixio pedonale.

Il laboratorio è stato realizzato nell’ambito del progetto “Coding & Creatività: Un’esperienza di STEM in gioco per bambine/i e ragazz/e/i”, sostenuto con fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese.

Coding & Creatività: Un’esperienza di STEM in gioco per bambine/i e ragazze/i

Stanno per partire nuovi laboratori di Coding targati Science Breath! Un’esperienza di gioco e apprendimento che consentirà a bambine/i e ragazze/i di scoprire il mondo del coding e della programmazione attraverso attività creative divertenti. Con giochi, dibattiti, sfide e un uso consapevole delle tecnologie avvicineremo le/i più giovani al Coding e alla stampa 3D applicata a vari ambiti, dalla medicina all’ingegneria, per apprendere competenze digitali utili per il futuro.

Sviluppare competenze digitali per l’accesso alle nuove professioni, promuovere creatività e immaginazione attraverso il coding e la creazione di giochi e app, favorire la crescita relazionale, emotiva e cognitiva attraverso attività di gruppo sono solo alcuni degli obiettivi di Coding & Creatività: Un’esperienza di STEM in gioco per bambine/i e ragazze/i, progetto finanziato con fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese.

Vuoi portare il Coding nella tua scuola? Scrivici subito per scoprire come partecipare! associazionesciencebreath@gmail.com

Intervista scientifica a Saverio Silli

Come ti chiami?

Mi chiamo Saverio Silli.

Dove ti trovi adesso?

Mi trovo a Shanghai, che è la città più popolosa della Cina, in cui vivo da più di sei anni.

Cosa studi?

Sono un progettista specializzato nella Fabbricazione Digitale, ovvero l’insieme di strumenti, tecniche e applicazioni per realizzare manufatti attraverso macchine controllate da un computer. Oltre al suo funzionamento, mi interesso anche delle possibili innovazioni che la fabbricazione digitale porta nell’insegnamento e nella vita di tutti i giorni. Il mio luogo di lavoro è il Fablab (Fabrication Laboratory) della Scuola di Design e Innovazione dell’Università Tongji di Shanghai.

Quali prospettive apre, anche a lungo termine, per la conoscenza e quali applicazioni ha il tuo progetto?

La fabbricazione digitale è già entrata a far parte delle nostre vite, ad esempio con la stampa 3D che attualmente è fra le più accessibili delle “tecnologie abilitanti”: la stampante 3D di per sé non fa nulla, ma nelle mani di una persona che abbia imparato ad utilizzarla ed a progettare modelli tridimensionali, conferisce nuove abilità che possono essere sfruttate nei modi più disparati. Chiunque abbia accesso ad un computer e ad una stampante 3D oggi può progettare e produrre in poche ore manufatti che altrimenti richiederebbero un costo o un tempo elevato senza dover impiegare anni ad accumulare l’esperienza professionale necessaria ad utilizzare i macchinari e le tecniche complesse della fabbricazione tradizionale. Per rendere questo sistema una realtà consolidata, però, è necessario riprogettare le cose che usiamo in modo che possano essere prodotte con la fabbricazione digitale in modo efficiente, economico, circolare e senza sprechi.

La cosa più bella del tuo lavoro?

Quando sto costruendo o riparando qualcosa e si presenta un problema inaspettato. In quel momento inizia il divertimento di trovare la soluzione più veloce, economica, semplice, sostenibile ed elegante.

Tra 5 anni farai ancora questo?

Penso di sì, ma molto probabilmente con strumenti del tutto nuovi. Specialmente in Cina, il paese in cui vivo, la velocità dell’innovazione si misura in mesi piuttosto che in anni, e le tecnologie che abbiamo imparato ad utilizzare oggi, molto probabilmente saranno considerate sorpassate la prossima stagione. Per questo è più importante imparare come si progettano le cose piuttosto che specializzarsi sugli strumenti usati per realizzarle.

La tua scrivania ordinata o disordinata?

Non ho una scrivania, ma un tavolo da lavoro al centro del laboratorio dove uso il computer portatile, circondato da strumenti e macchine come stampanti 3D, macchine a taglio laser, frese a controllo numerico ed una marea di scatole contenenti materiali di ogni tipo. Tutto il materiale è ben organizzato, ma sul tavolo centrale si crea una grande confusione durante una giornata di lavoro. Ogni sera però, prima di andare via, riordino il tavolo, metto al loro posto strumenti e materiali e pulisco le macchine.

A scuola cosa ti piaceva studiare?

La materia che studiavo con più piacere era la Storia, e mi piacevano in generale tutte le materie scientifiche, ma soprattutto mi piacevano le cose che decidevo di studiare o sperimentare per conto mio: fin da piccolo organizzavo e conducevo i miei esperimenti con il microscopio e i circuiti elettrici, oppure progettavo e costruivo qualche macchinario o modello in scala o più semplicemente aprivo l’enciclopedia ad una pagina a caso e cominciavo a leggere saltando da un argomento all’altro. Questo lo faccio ancora come passatempo su Wikipedia!

Il tuo hobby?

Il mio hobby ed il mio lavoro spesso coincidono, mi piace progettare e costruire oggetti di ogni tipo, dai mobili di legno alle biciclette ai circuiti elettronici.

Ci fai vedere il tuo posto preferito della città?

Shanghai è una megalopoli piena di luoghi straordinari, ma, fra antichi templi taoisti ad altissimi grattacieli, il mio posto preferito è senza dubbio il mio laboratorio, dove rimango spesso anche dopo gli orari di lavoro per portare avanti i miei progetti personali.

Ci consigli un libro e un film in cui si parla di scienza?

Il libro che consiglio è “Sapiens. Da animali a dèi. Breve storia dell’umanità.” di Yuval Noah Harari. Non è un libro sulla scienza, ma è un libro sugli uomini che sono gli unici esseri viventi sulla terra ad interessarsi di scienza. Per un film, vorrei suggerire le due serie “Planet Earth” della BBC.

Intervista scientifica a Francesca Albano

Come ti chiami?

Francesca Albano

Dove ti trovi adesso?

Vivo e lavoro a Roma ma viaggio spesso e ora mi trovo a Malta.

Cosa studi?

Ho studiato ingegneria biomedica ma per migliorare anche altri aspetti sto portando a termine un master in Big Data e Business Intelligence e un MBA (master in business administration). Una doppia laurea che copre molti campi di mio interesse.

Quali prospettive apre, anche a lungo termine, per la conoscenza e quali applicazioni ha il tuo progetto?

E-nable Italia è una community di makers e già per questo permette a chi ne fa parte di ampliare le proprie conoscenze e competenze sia a livello professionale che personale. Sono richieste diverse conoscenze, dalla capacità di progettazione a quelle di stampa in 3D degli ausili (noi li chiamiamo device), passando per la conoscenza dei materiali e delle problematiche che si cerca di risolvere con i nostri progetti. Noi progettiamo, stampiamo e doniamo device ai bambini nati con amputazioni e malformazioni agli arti, per questo il passo che precede tutta la progettazione è capire le problematiche derivanti da questi tipi di deficit. Capire in che modo un device può restituire parte delle abilità mancanti ad un bambino facendolo sentire a suo agio in attività altrimenti per lui difficili o impossibili da realizzare. Aiutarlo ad esplorare e approfondire la conoscenza del proprio corpo, della profondità che lo circonda e di come questi ausili possono essergli di aiuto nella quotidianità. Questo progetto prevede applicazioni anche in ambito sportivo, abbiamo sviluppato alcuni device specifici: SwimAble, un device che permette ai bambini di imparare a nuotare e il Bike Adapter, un device che, applicato al manubrio della bici, ripristina la simmetria necessaria all’uso della bici nei bambini con amputazione.

La cosa più bella del tuo lavoro?

Per me, la parte più bella è quando le famiglie e i bambini che ricevono il device ci esprimono la loro gioia e la loro gratitudine. Un mix di lacrime, sorrisi, abbracci e pura sincerità nel dire ciò che sentono e provano quando usano per la prima volta qualcosa che noi abbiamo creato per loro, è bellissimo sapere che, in qualche modo, possiamo contribuire a migliorare un pochino la loro vita quotidiana.

Tra 5 anni farai ancora questo?

Probabilmente seguirò ancora questo progetto in modo da poter dare un contributo. Che sia a livello umano o professionale. Sento che nel tempo potrà essere un punto importante per la crescita della conoscenza.

La tua scrivania ordinata o disordinata?

Ordinata, ogni cosa al suo posto e con un ordine logico. Tipo suddivisa per settori. Però a volte il disordine prende il sopravvento, soprattutto quando faccio più cose contemporaneamente.. magari ci sono colori e qualche scheda elettronica. Però per poter studiare e lavorare è ordinata.

A scuola cosa ti piaceva studiare?

Mi piaceva quasi tutto ma ovviamente matematica e fisica erano le mie preferite. Al liceo mi appassionava molto anche la letteratura latina e la filosofia. All’università invece mi sono appassionata ai biomateriali e all’informatica e in particolare ai Big Data. Senza escludere le varie strategie di business.

Il tuo hobby?

Ho diversi hobby. Diciamo che lo sport mi accompagna da sempre. Ho fatto atletica a livello agonistico, karate e da qualche anno oramai trekking e arrampicata sportiva. Inoltre leggo tantissimi libri e mi piace averli tutti cartacei.

Ci fai vedere il tuo posto preferito della città?

Ci consigli un libro e un film in cui si parla di scienza?

7 brevi lezioni di fisica di Carlo Rovelli è un piccolo libro e semplice da seguire.

Intervista scientifica al Ricercatore

Come ti chiami?

Lorenzo Massimi

Dove ti trovi adesso?

Alla Sapienza Università di Roma

Cosa studi?

Sono specializzato in Chimica Ambientale e mi occupo di inquinamento atmosferico. In particolare, studio le caratteristiche chimico-fisiche del particolato atmosferico e applico modelli di analisi multivariata sui dati di caratterizzazione chimica per individuare il contributo delle diverse sorgenti emissive alla concentrazione di massa del particolato. Inoltre, valuto l’impatto sulla salute delle diverse componenti delle polveri sottili studiando gli effetti che gli inquinanti aerodispersi producono su organismi modello.

Quali prospettive apre, anche a lungo termine, per la conoscenza e quali applicazioni ha il tuo progetto?

Il mio progetto consente di ampliare le conoscenze sugli effetti dei diversi inquinanti aerodispersi sull’uomo e sull’ambiente e di individuare le sorgenti emissive più impattanti e su cui si deve intervenire con politiche di controllo e mitigazione. Le applicazioni sono le più svariate, effettuo campagne di monitoraggio in Italia e in Europa con lo scopo di migliorare la qualità dell’aria, e quindi della salute.

La cosa più bella del tuo lavoro?

Essere costantemente a contatto con i giovani e poter decidere il tema, gli orari e le modalità in cui lavorare.

Tra 5 anni farai ancora questo?

Si, penso proprio di si.

La tua scrivania ordinata o disordinata?

Un casino.

A scuola cosa ti piaceva studiare?

Scienze e geografia.

Il tuo hobby?

Giocare a pallavolo, calcetto, viaggiare, fare escursioni in aree naturali.

Ci fai vedere il tuo posto preferito della città?

Il Forte Prenestino a Centocelle

Ci consigli un libro e un film in cui si parla di scienza?

Percorsi di Chimica Ambientale di Marcelo Enrique Conti e di Luigi Campanella e Imitation Game di Morten Tyldum