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Autore: Valentina Palmieri

In un seme (Topipittori)

di Valentina Palmieri

Alla base della biodiversità e della nascita di una nuova pianta, ci sono delle piccole meraviglie geometriche intelligentemente progettate dalla natura, che sono oggetto del libro che vi suggeriamo oggi: In un seme di Beti Piotto, agronoma esperta di biodiversità, sapientemente illustrato da Gioia Marchegiani (Topi Pittori, collana PINO 2021).

Il seme deriva dall’impollinazione e fecondazione ad opera di vento, insetti, animali. Non solo api quindi ma persino uccelli e topolini, come le autrici ci guidano a scoprire. Il seme, che genererà una nuova pianta e che in alcuni casi è in gran numero, come nel melograno, simbolo di abbondanza in molte culture, è protetto da una casa, il frutto.

In questo atlante illustrato incontrerete i viaggi avventurosi dei semi e vedrete quali strategie sono state adottate con l’evoluzione: alcuni semi hanno una peluria o una forma adatta al volo come il mogano tropicale, in altri casi la disseminazione avviene dopo una vera e propria esplosione del frutto, come nel caso del glicine.

Il libro presenta anche attività laboratoriali, come la costruzione di bombe di semi per favorire la rinascita di terreni incolti, giochi e strumenti musicali, banche e schedari.

L’estate è il periodo perfetto per trovare semi nelle passeggiate nei boschi e creare la propria collezione, non vi fate mancare questa guida!

Link alla scheda

Intervista scientifica al Ricercatore

Come ti chiami?

Flavio Di Giacinto

Dove ti trovi adesso?

A Roma, nella città in cui sono nato e cresciuto, il che è tutt’altro che scontato nel mondo della ricerca.

In 4 righe ci dici cosa studi?

Attualmente il mio ambito di ricerca principale è lo studio delle vescicole extracellulari, e la loro applicazione diagnostica in campo oncologico. In particolare io mi occupo soprattutto di analisi dati, la mia prima passione sono le immagini di microscopia, e sviluppo di algoritmi, il che mi porta parallelamente a trattare argomenti anche molto distanti, basti pensare che pochi mesi fa mi sono occupato di NFT (Non-Fungible Tokens)… in fondo metodi e modelli sono belli perché spesso sono versatili e si basano su concetti generali, possono essere usati un po’ per tutto, per studiare un sistema biologico, andamenti economici o addirittura a volte fenomeni sociali.

Quali prospettive apre, anche a lungo termine, per la conoscenza e quali applicazioni ha il tuo progetto?

La speranza a medio termine è quella che si sviluppi una branca dell’oncologia basata sull’uso delle vescicole extracellulari, e la nostra ricerca va proprio in quella direzione. Le vescicole extracellulari sono infatti piccole “sacchette” secrete dalle cellule del nostro corpo, ed in modo ancora maggiore dalle cellule tumorali, che vagano nei nostri fluidi portando informazioni relative alle cellule di origine. Noi isoliamo queste vescicole dal sangue e sviluppiamo metodi di misura e di analisi per capire se tra di loro ci sono vescicole che vengono da cellule cancerogene. In questo modo con un semplice prelievo si potrebbe diagnosticare la presenza di cellule cancerogene. Sembra semplice vero, beh è un casino! È come se si volesse individuare la presenza o meno di persone con un determinata giacca in un concerto con decine di migliaia di persone. Solo che queste persone sono grandi 1/1000 dello spessore di un capello, le persone con questa giacca (se ci stanno!) sono qualche decina, la giacca non è così appariscente e i dati di cui disponiamo riguardo quel concerto, beh non sono molto chiari. Ma credo ci si possa riuscire, gli umani quando ci si mettono sono bravini, la scienza è riuscita a risolvere problemi ben più complessi.

La cosa più bella del tuo lavoro?

Oltre alle conferenze in giro per il mondo? Sarò strano ma a me piacciono i dati, analizzarli, farli parlare, trovare un ordine emergente nell’apparente caos, o delle piccole differenze laddove sembrano non esserci. Dal punto di vista concettuale invece ciò che più amo nel mio lavoro è che la ricerca stimola la curiosità e lo spirito critico, ogni volta c’è qualcosa di nuovo da capire che mette in dubbio parte di ciò che pensavi di aver capito.

Tra 5 anni farai ancora questo?

Domandona. Non lo so. Credo che rimarrò un ricercatore a vita, nel senso più ampio del termine, mosso dalla curiosità continuerò a cercare risposte a domande complesse, sempre nuove. Se lo farò in campo universitario non lo so, per fortuna credo che lo studio mi abbia fornito delle abilità che sono utili in tantissimi campi diversi, quindi chi lo sa.

La tua scrivania ordinata o disordinata?

Beh nel mio caso è facile mantenere se non un ordine, almeno una decenza. La mia scrivania sono solo schermi, tastiera, mouse ed un quadernino per appunti, durante il lavoro il mio mondo è lì. Il desktop invece semplicemente caos puro.

A scuola cosa ti piaceva studiare?

Non ero assolutamente uno studente modello, voti buoni ma non eccelsi, passioni intense per materie o tematiche che si bruciavano nel giro di pochi giorni. Due cose però ho sempre amato: leggere, all’epoca soprattutto romanzi, e la fisica.

Il tuo hobby?

Non credo di avere un hobby d’elezione, tantissime passioni però. Adoro fare attività all’aria aperta, soprattutto in montagna. D’altronde dopo tutte quelle ore di fronte ad uno schermo…

Il posto preferito della città?

Difficile scegliere, Roma è stupenda. Anche per dire qualcosa fuori dal centro, che si sa che è bello, direi il parco degli Acquedotti, la natura che entra in città, i castelli sullo sfondo e le rovine che ti ricordano che sei in un posto particolare per la storia dell’umanità.

Ci consigli un libro e un film in cui si parla di scienza?

Difficile scegliere, difficilmente ho trovato qualcosa in grado di cambiare il modo in cui vedi il mondo come un libro. Se ne dovessi scegliere uno, forse direi Cos’è la vita di Erwin Schrödinger, un libricino incredibile scritto negli anni ‘40 che fa capire la potenza del pensiero scientifico anche nel prevedere scoperte future, in particolare il DNA. In fondo tutto è informazione e trasmissione di informazione, dal funzionamento del nostro corpo ai moderni algoritmi di deep learning, Schrödinger lo sapeva bene. Riguardo i film ti direi, virando nel campo della fantascienza (ma non solo), 2001 Odissea nello Spazio, di Kubrick. Un film con tantissimi livelli di lettura, visionario, che parla di ricerca in senso ampio ed evoluzione intellettuale e tecnologica. Centrale è anche il rapporto dell’essere umano con intelligenze oltre l’essere umano stesso e da essi create, in HAL9000 sono chiari già molti dei dilemmi che oggi ci stiamo ponendo di fronte al rapido sviluppo informatico. Riguardo l’informatica non posso però non citare The Imitation Game, la triste e affascinante storia di una delle menti più brillanti del ‘900, Alan Turing, da molti considerato il padre dell’informatica.

Intervista scientifica al Ricercatore

Come ti chiami?

Davide Pirolli

Dove ti trovi adesso?

Sono le 9:15 e mi trovo nel mio studio, oggi lavoro a casa, ho appena finito di mangiare un cornetto con la crema dopo aver pianificato lo svolgimento di tutti i compiti lavorativi che debbo svolgere durante la giornata.

In 4 righe ci dici cosa studi?

Sono un chimico computazionale e drug designer. Mi occupo della predizione della forma tridimensionale delle proteine e dei complessi proteina-ligando per poi studiarne le caratteristiche e i movimenti, attraverso la computer grafica e il calcolo computazionale. Disegno inoltre nuovi farmaci utilizzando il machine learning, ossia una branca dell’intelligenza artificiale che, nel mio caso, permette di “insegnare” ad una macchina a riconoscere, tra milioni di piccole molecole, quali sono quelle candidate ad essere farmaci.

Quali prospettive apre, anche a lungo termine, per la conoscenza e quali applicazioni ha il tuo progetto?

Il ruolo dei miei studi si colloca all’interno di due sfere applicative che sono quella della comunità scientifica e quella della salute. Per quanto riguarda le applicazioni nella ricerca accademica, le simulazioni teoriche che faccio sono, da una parte, una linea guida per i colleghi che fanno attività sperimentale che gli permette di risparmiare risorse economiche e temporali, sia un modo per contribuire a spiegare ciò che gli esperimenti non riescono a spiegare. Dall’altro lato a una chiara utilità nella ricerca di nuovi farmaci che possono sia migliorare quelli già esistenti, ma anche fornire soluzioni nuove, più efficaci e meno tossiche alle molte malattie che ancora costituiscono un forte rischio per la salute.

La cosa più bella del tuo lavoro?

La libertà. Libertà perché, lavorando col computer, sei libero di fare un numero di esperimenti che finisce dove finisce la tua fantasia e creatività. Libertà perché, essendo un lavoro intellettuale, si fonda e prende forza dal pensiero indipendente. Libertà perché si gestisce il proprio tempo ed il proprio lavoro, per lo più in maniera autonoma (anche se il problema di base è che il tempo è sempre poco). Libertà perché è proprio il sapere (anche la coscienza di non sapere) che, secondo me è uno dei grimaldelli in grado di aprire tantissime porte nella vita.

Tra 5 anni farai ancora questo?

Tra 5 anni si, con una probabilità del 99.8%.

La tua scrivania ordinata o disordinata?

La situazione sulla mia scrivania varia molto nel tempo a seconda delle attività del periodo. So che è una frase tipica di una persona spesso accusata di essere disordinata ma “l’ordine è relativo”.

A scuola cosa ti piaceva studiare?

Geografia astronomica

Il tuo hobby?

Ho da sempre avuto tantissime passioni ma pochissimo tempo da dedicarci. Tra queste gli sport come surf da onda, snowboard e subacquea, l’elettronica, i documentari su youtube di divulgazione scientifica di campi in cui non sono esperto (eg. Astronomia), musica. Attualmente, i miei hobby più belli e praticati sono il calcio e lo skateboard che pratico con i miei figli. Dopo viene la mia Harley Davidson forty-eight.

Il posto preferito della città?

Parco degli Acquedotti, “il laghetto”. Appio Claudio, Roma.

Ci consigli un libro e un film in cui si parla di scienza?

Libro: “Neurobiologia del tempo” di Arnaldo Benini è un libro che devo leggere a breve per estinguere una mia curiosità sul tempo, dopo che ho visto decine di documentari su youtube sull’argomento: gli orologi segnano il tempo basandosi sul numero di vibrazioni di un cristallo di quarzo attraversato da una debole corrente elettrica, ad esempio ogni secondo fa 30 mila vibrazioni e così riusciamo a dare una cadenza a secondi, minuti e ore. Qual è il “cristallo di quarzo” che permette al nostro cervello di tenere (più o meno) il ritmo quando suoniamo la batteria o quando cantiamo? Può sempre tornare utile per risolvere il problema atavico per cui le cose noiose durano tanto mentre quelle avvincenti, quanto un batter di ciglia.

Film: Time Trap. Molto bello perché secondo me rappresenta molto bene l’idea di come il tempo, inteso come susseguirsi di eventi, può scorrere a velocità diverse, come predetto da Einstein. Una teoria che è stata dimostrata moltissime volte nei decenni successivi, fino ad oggi. Il GPS è un esempio: sui satelliti il tempo scorre diversamente da come scorre sulla terra (si parla di frazioni di frazioni di millisecondo) e se non si tenesse conto di questa differenza le posizioni che noi avremmo su google maps presenterebbero un errore di diversi metri.

Piccoli scienziati in casa con Uovonero

di Valentina Palmieri

Scommettiamo che durante il lockdown ve ne siete inventati di tutti i colori per passare il tempo. C’è chi però ha pensato a raccolte di esperimenti scientifici, studiate per il massimo della leggibilità. Stiamo parlando dei Quaderni di #intantofaccioqualcosa di Uovonero.

15 Esperimenti raccolti e spiegati passo passo da Enza Crivelli da ripetere in classe o a casa, per divertirsi mentre si imparano cose nuove.

Alcune domande a cui rispondono questi esperimenti sono:

  • Perché d’inverno spargiamo il sale e non lo zucchero sul ghiaccio?
  • È possibile creare un uovo che rimbalza senza rompersi?
  • Come si crea un’eruzione vulcanica in miniatura?

Possono sembrare esperimenti complicati ma sono tutti realizzabili con materiali facilmente reperibili, come aceto, bicarbonato, tempere e colori.

I nostri preferiti? La costruzione del Barometro con un barattolo e un palloncino, per prevedere se domani ci sarà sole o pioggia e naturalmente la costruzione del vulcano, un must nelle serie tv americane, diciamolo.

E voi li fate gli esperimenti in casa?

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Le misure del tempo (Codice edizioni)

di Valentina Palmieri

Nei 4 lunghi anni da naufrago, Chuck Noland (Tom Hanks) nell’isola deserta di Cast Away non perdeva d’occhio il passaggio dei giorni. Noi stessi celebriamo i compleanni, lavoriamo con le scadenze, in inglese deadlines (che suona ancora meglio perché nella parola stessa c’è il concetto di urgenza), conosciamo, in termini di giorni e mesi, le quantità necessarie per far nascere bambini, sviluppare nuove abitudini e preparare un esame a crocette.

Con Le misure del tempo (Codice Edizioni), il matematico divulgatore Paolo Gangemi ci sorprende con aneddoti unici e divertenti su come il tempo sia stato misurato nella storia, ovvero della “continua lotta dell’umanità per incasellare il tempo”. Il libro parte dalla gerarchia dei tempi geologici, a quanto pare ci troviamo nel Fanerozoico (eone), nell’era del Cenozoico, nel Quaternario (periodo) e nell’era dell’Olocene, oggi suddivisa ulteriormente e quindi precisamente nel Meghalayano. Insomma, quando si parlerà di noi tra migliaia di anni, noi saremo gli uomini del Meghalayano, gli inventori di Internet e delle patatine fritte.

Dopo averci inquadrato nell’era giusta, Gangemi di porta a una suddivisione più piccola: i secoli e millenni, nel secondo capitolo, gli anni nel terzo e così via procedendo fino al nono capitolo, sui secondi. Il libro è una perfetta fusione di scienze, storia, arte e letteratura: la nostalgia evocativa della notte di mezza estate Shakesperiana, la decadenza dell’autunno (fall, caduta) e il mito greco di Ade e Persefone, la necessità poco scientifica di Newton, di inserire l’indaco tra i colori dell’arcobaleno (per arrivare al numero 7).

Una ricerca meticolosa e romantica che vi farà guardare il tempo con occhi nuovi. Consigliatissimo da Science Breath

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Diario di una rondine (Caissa editore)

di Valentina Palmieri

Siamo molto offesi, in quanto volatili che gestiscono questo sito, per non avere anche noi un libro illustrato dedicato bello come Diario di una Rondine, Viaggio intorno al mondo di Caissa Editore.

Un libro che racconta i chilometri e chilometri percorsi ogni anno da questi uccelli che d’inverno si mettono in viaggio verso il caldo. È un viaggio ricco di mete, attraverso distese di sabbia, mare e anche città, a partire dal tuorlo! I nidi delle Rondini, ci spiega Pavel Kvartalnov, ricercatore di Zoologia, si trovano nell’emisfero settentrionale e le Rondini europee sono della sottospecie rustica.

Il testo scorrevole e gli acquerelli di Olga Ptashnik sono una gioia per i lettori, e vi assicuriamo che non conoscerete viaggiatori più infaticabili delle rondini.

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Un milione di ostriche in cima alla montagna (Camelozampa)

di Valentina Palmieri

Nei musei di storia naturale le teche di minerali e le pietre con gli stampi di scheletri di animali del passato vi sembrano tutte uguali? Cosa avranno da scavare i geologi e perché sono tanto interessati alla forma delle rocce?

La terra sotto i nostri piedi è un vero e proprio libro di racconti da scoprire, solo che non è fatto di pagine da sfogliare, ma di strati su strati, dal più recente fino al più profondo. Ad esempio, se siete a Roma, al capolinea della metro C (San Giovanni) lungo le scale mobili potete scoprire come nelle ultime migliaia di anni siano successi tantissimi avvenimenti. Nel costruire questa fermata sono stati infatti trovati centinaia di reperti ed è stato creato un vero e proprio museo per i viaggiatori della Capitale.

https://www.visiteromasotterranea.it/un-viaggio-attraverso-la-storia-nella-prima-stazione-museo-di-roma-la-metro-di-san-giovanni.html

E se volessimo tornare molto più indietro nella storia della terra? Nel libro illustrato “Un milione di ostriche in cima alla montagna” (Camelozampa 2022) scopriamo cos’è la geologia e la ricerca dei fossili, gli indizi riguardanti il passato del nostro pianeta. 

Le prime tavole del libro sono una vera caccia al tesoro, per abituarci a notare i dettagli.

E in questa ricerca succede che in cima alla montagna il lettore scopre un’ostrica in una roccia. Cosa farebbe un geologo a questo punto? Analizzerebbe il colore della roccia, per capirne la conservazione e l’ambiente originale. C’era il mare in cima alla montagna? O esistevano ostriche terrestri milioni di anni fa?

Oltre alle tante curiosità sui trucchi del mestiere di scienziato, questo libro insegna anche l’origine dei nomi delle ere geologiche, ad esempio il Giurassico e il Devoniano sono nomi derivati dalle zone in cui sono stati ritrovati fossili e indizi minerari riguardanti queste epoche.

Massiccio del Giura - Wikipedia
Massiccio del Giura

Alex Nogués narra e Miren Asiain Lora dipinge paesaggi, un libro da regalarsi assolutamente nel mese del compleanno della Terra. Link alla scheda.

La scienza a Lione

di Valentina Palmieri

Il team di Science Breath è andato a Lione a vedere le novità sulla stampa 3D, la tecnica per la costruzione additiva di oggetti. La stampa 3D è nata per la prototipazione industriale, modelli “grezzi” di prodotti finiti. Adesso però è disponibile per tutti gli inventori del pianeta a un prezzo decisamente accettabile. Ed è proprio a Lione che ogni anno vengono presentate le ultime novità da tutta Europa. Vi diamo un assaggio di quello che abbiamo visto e di altre chicche scientifiche in città.

https://www.valoryeu.com/

ValorYeu ha creato una bobina di filamento per la stampa 3D utilizzando reti da pesca riciclate

https://www.capifil-extrusion-plastique.fr/

https://www.capifil-extrusion-plastique.fr/en/categorie-product/capigreen-filament-homecompost-en/

Capifil ha prodotto anche un filamento “pastello a cera” che consente di creare oggetti che si trasformano in colori, utili per la produzione di penne per chi ha problemi di disgrafia o per nuovi strumenti di disegno

L’utilizzo di mascherine ha creato un enorme problema ambientale, ma la ditta Cycl-add ha creato un pellet per la stampa 3D sterilizzando e riciclando le mascherine usate.

https://museedesconfluences.fr/fr/expositions/expositions-temporaires/sur-la-piste-des-sioux

https://museedesconfluences.fr/fr

A Lione c’è anche molto altro! Nel punto di unione dei fiumi Saona e Rodano, è nato il Museo delle Confluences, un progetto di fusione di scienze, storia naturale e antropologia. Imperdibile fino a settembre la mostra sui Sioux, ma anche le mostre permanenti che ci raccontano il rapporto dell’uomo con la natura, con l’aldilà e con la società. Un museo che intreccia esposizioni tecnico-scientifiche riflessioni sulla società, una vera perla della regione Alpina della Francia.

Non dimentichiamo che Lione è stata protagonista della storia del cinema, la casa dei fratelli Lumière! Per i veri nerd suggeriamo il museo dei prop, gli oggetti di scena. Nella città vecchia troverete tra le tante cose gli autolacci di Ritorno al futuro, la tuta di Breaking Bad e i villici dell’armadietto di Men in black!

Alieni (Edizioni Corsare), la nostra recensione

di Valentina Palmieri

Ognuno di noi è stato, o ha incrociato, un sognatore come Albert Ellis. Albert vuole incontrare gli alieni ad ogni costo e questo lo rende un bel po’ strano agli occhi dei compagni che non vedono l’ora di prenderlo in giro, soprattutto per i suoi strani esperimenti notturni di comunicazione.

Albert però ne sa molto sull’Universo e spiega a sua sorella Ester le sue teorie e con la pazienza di un vero scienziato continua i suoi tentativi di captare segnali osservando il cielo. Finché un giorno tutto cambia quando conosce il nuovo compagno Dave in un incidente in bicicletta.

Alieni è un libro sulla quotidianità e la combattività di un bambino con una forte passione, capace di sfidare i genitori, gli amici e una curiosità romantica senza pregiudizi. Alla fine del libro scopriamo con Albert che l’organismo più potente di tutti, è vicino a noi, sulla Terra.

Nel testo sono state inserite alcune schede scientifiche di astronomia alla fine di ogni capitolo che non interrompono la narrazione ma consentono comunque al lettore di approfondire gli argomenti.

Consigliato dai 9 anni, soprattutto per bambini che amano la scienza e che vogliono una rivincita sui prepotenti. Quale sarà l’essere vivente che salverà la Terra?

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Il giardino delle meduse

di Valentina Palmieri

Plotino, filosofo greco, diceva che “la bellezza quindi di tutti gli esseri, è la loro simmetria e la loro misura” Infatti, tanto più un oggetto è simmetrico, tanto più questo attirerà la nostra attenzione.

Un vero e proprio spettacolo di simmetria della natura lo troviamo nel mare, osservando le meduse, come ci spiega Paola Vitale, nel libro illustrato Il Giardino delle Meduse, novità di CameloZampa.

Le illustrazioni di questi ombrelli sottomarini sono veri e propri quadri di Rossana Bossù. Questo albo è estremamente dettagliato dal punto di vista scientifico (e già sappiamo quanto gli scienziati tengano alle meduse dopo le grandi scoperte sulla fluorescenza). Ad esempio, le autrici ci spiegano che con le loro strutture oculari molto semplici le meduse preferiscono emergere al tramonto o con un clima nuvoloso.  O anche che una medusa è pericolosa anche apparentemente lontana da noi, per i suoi tentacoli estesi diversi metri.

Alcune risposte che troverete nel libro:

–          Le meduse sanno nuotare?

–          Esistono meduse aliene nel Mediterraneo?

–          Cosa c’entrano Sherlock Holmes e Frank Zappa con le meduse?

–          Quali popoli sono esperti cuochi di meduse?

–          Esistono meduse immortali?

E infine, se vorreste agire da veri biologi marini, il libro spiega come partecipare attivamente al progetto Meteomeduse, per segnalare meduse con le vostre foto e contribuire al tracciamento e alla scoperta di nuove specie

Il giardino delle meduse è un libro illustrato da collezione, ecco il link alla scheda completa

Unico nel suo genere, un libro da collezionisti

di Valentina Palmieri

Possiamo dire che tendiamo tutti un po’ a essere disordinati. In fisica il disordine viene preso molto sul serio, sia con le equazioni della termodinamica e con lo studio dell’entropia, sia in economia domestica.

Albert Einstein pare si sia proprio espresso a favore del disordine (della sua scrivania).

La verità è che anche se siamo i più caotici della famiglia, scommettiamo che un posto, un cassettino, qualcosa a cui tenete, si trova perfettamente in ordine.

E infatti l’uomo ha bisogno di classificare e ordinare: pensate a tutti i reperti dei musei di storia naturale, alle mensole del farmacista, agli archivi delle biblioteche. L’ordine ci può dare un senso di controllo del sistema in cui ci troviamo, l’ordine è un metodo di studio.

Nel libro illustrato Unico nel suo genere (CameloZampa 2022, vincitore del Bologna Ragazzi Award nel 2021), Neil Packer ci parla di raggruppamenti di cose inimmaginabili.

Il suo metodo scientifico di organizzazione ci porta a scoprire tanti dettagli “impilabili” delle nostre giornate. Ci si immedesima subito nella vita del protagonista Arvo in questo libro gioco, che spinge a fare ricerca su noi stessi.

Sapete ad esempio disegnare il vostro albero genealogico? O quello del vostro gatto? O classificare il vostro quartiere?

Le prime pagine sono dedicate alla Tassonomia, la scienza che si occupa della classificazione dei viventi. Subito dopo si passa agli oggetti e a tutto ciò che ci circonda, dalle nuvole ai palazzi, ai formaggi.

È sicuramente un libro sia per ragazzi che per adulti, le illustrazioni un po’ vintage divertono soprattutto nelle tavole sulla storia dell’arte, interpretate da punto di vista del gatto Malcom.

Per aspiranti scienziati o collezionisti, questo libro è sicuramente di ispirazione, un vero e proprio tesoro illustrato.

Link alla scheda di Camelozampa